Silvio Tasselli - Ricercatore Storico

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Silvio Tasselli - Articoli - Fregi e distintivi dello "Special Air Service"

Il maggiore David Stirling delle "Scots Guards", entrato nell' 8° Army Commando e successivamente nel "Layforce", già dalle prime operazioni del S.A.S. del 1941 nel deserto libico, era alla ricerca di un distintivo e un motto per il suo gruppo. Stirling, creatore di questa unità, volendo coinvolgere i suoi uomini in questa ricerca, lanciò una gara, con ricompensa finale, aperta a tutti gli uomini del S.A.S. Il vincitore fu il sergente Tait. La grafica aveva incontrato il favore del maggiore; il sergente aveva inoltre suggerito per il motto le seguenti parole: " Colpite e distruggete ! ".
La spada alata che compariva nel distintivo voleva ispirarsi all " Excalibur", la famosa spada di Re Artù, la spada della libertà, con due ali che richiamavano uno stile 'antico Egitto ' ed, in effetti erano state copiate da un affresco situato nel foyer del Shepheard Hotel del Cairo dove era raffigurato un ibis bianco con le ali spiegate. Si trattava dell'uccello sacro presso gli antichi Egizi ed ancora molto comune sul Nilo. Ma, se David Stirling era entusiasta del disegno, circa il motto rimaneva molto perplesso.
Stirling in compagnia del Capitano Randolph Churchill, figlio di Winston il vecchio leone britannico, mise in pallio una somma di 10 sterline per chi fra i due avrebbe trovato il motto più adatto.
Di comune accordo fu fissato in tre ore il tempo di riflessione e di discussione.
Durante quelle tre ore, sostenuti da alcuni boccali di birra fresca, i due uomini confrontarono i loro progetti. David, ricordandosi approssimativamente del motto di una vecchia e importante famiglia britannica, suggeriva la formula: "Chi osa vince"; ..... non è buono per niente.... non vale niente...! dichiarò Randolph, che però non suggeriva niente di più eclatante.
Essendo trascorse le tre ore, a corto di argomenti, Randolph si arrese alle ragioni del suo amico David, che intascò le 10 sterline della scommessa. Da quel momento prendeva vita il celebre motto del SAS.
Alla fine del concorso lanciato fra i suoi uomini David Stirling dichiarò dunque il sergente Robert Tait 'Bob' M.M. (Military Medal) vincitore; il suo progetto era stato ritenuto all'unanimità il migliore, ma chiese al fortunato vincitore se poteva accettare l'idea di sostituire il suo motto: "Colpite e distruggete!" con il proprio: "Chi osa vince" (Who dares wins).
Non soltanto il giovane sergente non fece nessuna obbiezione ma al contrario, con tutti i suoi compagni, si entusiasmò per quel motto ardimentoso e corrispondente allo spirito del gruppo SAS nel nuovo stile di combattimento immaginato e realizzato da David Stirling.
Fu così che nacque nel 1941il prestigioso fregio del SAS, ancora portato ai nostri giorni dagli uomini del 21° e 23° SAS inglese, tutt'ora impegnati nei punti caldi dell'Afghanistan. Nel pieno della crisi di questo paese, in un articolo dal titolo: "SAS, le teste di cuoio che piegarono Rommel", apparso il 24 settembre 2001 sul Corriere della Sera a firma di "A. Alt.", si legge: ......chi ce la fa, può indossare il berretto che ha per distintivo una spada di Damocle e andare a combattere ovunque nel mondo, forte di un motto spavaldo: < Chi osa vince >. (L'articolista nel vedere la spada con la punta rivolta in basso pensò erroneamente che fosse quella di Damocle, spada legata ad un crine di cavallo che di solito pende sulla testa di qualche malcapitato).
I primi distintivi furono preparati in smalto, ma risultando questo poi molto fragile e costoso, si optò successivamente per altri in ottone e panno.
Contemporaneamente alla creazione del distintivo SAS e del suo motto "Who dares wins" David Stirling si preoccupò della realizzazione di un distintivo da portare sul petto per i paracadutisti del S.A.S., ma soprattutto per onorare i meriti di quegli uomini che si sarebbero distinti durante le operazioni. In un primo momento pensò di adottare due ali spiegate, da portare sul petto, come per i piloti, ma voleva trovare delle ali totalmente diverse da quelle in uso nell'esercito inglese ed in particolare nella RAF.
Il suo inseparabile amico Ten. John Steel Lewes 'Jock' delle 'Welsh Guards ' si lanciò appassionatamente nello studio del progetto. Risolse velocemente il problema, trovando in un libro egiziano il disegno del famoso scarabeo d'oro, il dio scarabeo con le belle ali spiegate, ricche di colori. David Stirling fu immediatamente conquistato dalla bellezza del disegno e ne suggerì la stilizzazione per realizzare finalmente lo splendido distintivo che portano ancora oggi, sul petto, gli uomini del SAS inglese.
Il giovane maggiore dichiarò inizialmente che le ali sarebbero state assegnate a chi avesse effettuato i sette lanci con paracadute richiesti per la qualificazione e a chi avesse effettuato almeno cinque missioni oltre le linee nemiche, durante le quali si fossero distinti per merito.
Il giovane Jock Lewes fu il primo degli uomini del SAS ad essere autorizzato a portarle; purtroppo per poco, perché alcuni giorni dopo morì in azione.
In seguito, il maggiore David Stirling ridusse a tre il numero delle missioni, in quanto alcune di queste ne comportavano altre. Alla fine ne bastarono due, purché un S.A.S. si fosse particolarmente distinto, per potersi fregiare con le " ali egiziane ".
Questo distintivo era invidiato da tutti gli uomini del SAS, era anche un simbolo che suscitava gelosia nella maggior parte degli ufficiali superiori dello Stato Maggiore del Cairo. Essi fecero di tutto per proibirlo, considerandolo illegale !
Ma un giorno, davanti a tutto lo Stato Maggiore riunito per una riunione strategica, il Generale Sir Claude Auchinleck, ' The Auk ', comandante in Capo delle forze inglesi in Egitto, vedendo il distintivo sul petto di Stirling, si congratulò per la scelta e dando un implicito benestare, esclamò: "Che magnifico distintivo portate Maggior, le mie congratulazioni!" Questa calorosa approvazione mise a tacere tutte le meschine ed amare opposizioni degli ufficiali superiori inglesi dello Stato Maggiore del Cairo. David Stirling aveva vinto.
In queste ali cosìdette: 'Operative' (così erano chiamate quelle poste sul taschino sinistro) erano presenti i colori, azzurro chiaro (light blue) dell'Università di Cambridge ed il blu scuro (dark blue) dell'Università di Oxford. Lewes aveva remato nell "otto - con" di Oxford e il collega Ten. Thomas B. Langton per Cambridge, entrambi da studenti avevano partecipato alla famosa regata che si disputa ogni anno tra le due Università sul Tamigi.
La scelta del copricapo fu controversa; dapprima fu scelto un basco (beret) bianco, poi a seguito di grandi discussioni e derisioni, provocate dai neozelandesi e dagli australiani dell' A.N.Z.A.C., venne adottato quello kaki e successivamente quello color sabbia. Al rientro in Europa anche gli uomini del S.A.S. furono obbligati ad indossare il basco rosso delle truppe paracadutiste, solo un uomo continuò a coprirsi il capo con il basco color sabbia: il Col. Robert Blair Mayne 'Paddy' del 11° Scottish Commando.
Mayne, dopo la cattura di Stirling avvenuta in Tunisia, era diventato il comandante dell'unità; questo ufficiale, per i suoi atti di valore, era stato decorato quattro volte con la D.S.O. (Distinguished Service Order), ma per il suo comportamento rissoso, (spesso si ubriacava e da subalterno aveva preso a botte un suo superiore) non gli fu mai conferita la V.C. (Victoria Cross), la massima onorificenza al valore per l'esercito britannico.

David Archibald Stirling

Nasce il 15 novembre 1915, in una vecchia famiglia benestante della nobiltà scozzese, a Keir nel Stirlingshire, dove sorge un castello con il suo nome.
07La famiglia è composta da quattro maschi e due femmine, Margaret ed Irene; due fratelli saranno poi in qualche modo coinvolti nelle sue iniziative militari, Peter terzo segretario d'ambasciata al Cairo, terrà i contatti politici mentre, William, fratello maggiore, costituirà il 2° S.A.S. in Algeria.
Un altro fratello; Hugh morirà nella primavera del '41 in Nord Africa durante un pattugliamento.
Archibald Senior, il padre di questa numerosa famiglia, era stato Generale di Brigata, Membro del Parlamento inglese, Deputy Lieutenant of Perthshire, una carica sociale molto ambita dalle famiglie residenti della zona.
David annoverava inoltre come cugino il 17° Lord Lovat; sua madre era la quarta figlia del Barone Lovat, capo del Clan dei Fraser, ed il cugino era figlio dell'uomo che aveva costituito, durante la guerra anglo-boera il Reggimento dei "Lovat Scout", e a sua volta comandante dei Commandos che sbarcheranno in Normandia.
David alto 6 piedi e 6 pollici (circa m.1.98) del peso di 16 stones (circa Kg.101,6) dopo aver frequentato le scuole primarie al College di Ampleforth, il Trinity College a Cambridge studiando architettura, va a Parigi per perfezionarsi in disegno.
Accorgendosi di non avere il talento necessario, David orienta i suoi interessi in altre direzioni, decidendo di scalare per primo il Monte Everest e per impratichirsi si reca in Svizzera per frequentare corsi di roccia e d'alpinismo d'alta quota.
Siamo arrivati al 1939: in Europa scoppia la seconda guerra mondiale.
Stirling, come vuole la tradizione di famiglia si arruola come Sottotenente nelle Guardie Scozzesi.
Dopo la disfatta di Dunquerque, incontra al pub il Capitano Robert Laycock che lo trasferisce nell' 8th Army Commando. In Nord Africa dopo lo scioglimento del "Layforce" riesce a formare un reparto di una sessantina di persone, chiamandolo: "L Detachment" (L da Layforce, altri testi riportano L come Learner = principiante) successivamente l'unità assumerà la denominazione di 1° S.A.S.
Il 25 gennaio 1943, dopo aver distrutto diversi aerei e depositi nemici ed effettuato con i suoi uomini centinaia di raids dietro le linee italo - tedesche, viene catturato. Tenta la fuga ma viene ripreso; é trasferito in Italia al campo di transito N° 66 di Capua (Ce) e poi inviato al campo N° 5 di Serravalle (Ge), un campo per elementi pericolosi.
Tenterà la fuga quattro volte riuscendo a rimanere uccel di bosco, una volta per cinque giorni ed un'altra per undici, ma sarà sempre ripreso, tradito dalla statura fuori del comune Dopo l' 8 settembre 1943 viene trasferito in Germania nella fortezza di Colditz.
Nell'aprile 1945 Stirling viene liberato, rientra in patria, trova il suo S.A.S. completamente modificato.
Movendo le sue amicizie tenta di riprenderne il comando e di riportarlo in Estremo Oriente, ma non riesce nel suo intento.
Laycock, diventato generale e Capo del "Combined Operations" dirà a proposito di Stirling: <...un leader completo e di eccezionali risorse ed uno degli ufficiali dell'esercito britannico più "under - decorated " ..... più di una volta avrebbe meritato i più alti onori militari che un Sovrano possa concedere.
Non per il ruolo che ricopriva, ma per il semplice motivo che alle azioni da lui svolte dietro le linee nemiche non era presente un ufficiale di grado a lui superiore che potesse testimoniare il suo eroismo e proporlo per la dovuta decorazione...>

Il Magg. Robert Blair Mayne

Già comandante dello Squadrone 'A' del 1° S.A.S., dopo la cattura di Stirling avvenuta in Tunisia nel gennaio 1943, si trovava al Cairo in attesa e nella speranza di avere il permesso di rientrare in patria per i funerali di suo padre. Incontra un giornalista, il corrispondente di guerra Richard Dimbley, con il quale litiga furiosamente perché secondo lui, il giornalista scriveva nei suoi articoli cose inesatte e grandi stupidate, standosene seduto ai tavolini dei bar degli alberghi. L'arrivo di una pattuglia di sette M.P. (Military Police) richiamata dal proprietario del locale inasprisce l'ira di Mayne che sfoga la sua furia sulle persone sbagliate e dopo aver messo K.O. un Provost (capo pattuglia) e due M.P. viene messo agli arresti.
09In attesa di essere giudicato da una Corte Marziale, resta per un breve periodo in fortezza Due considerazioni principalmente inducono i giudici alla sua liberazione: l'ottimo stato di servizio, documentato dalle medaglie conquistate, e la pressione dei Comandi che hanno necessità assoluta di poter disporre di uomini del suo valore e delle sue capacità.
Robert Blair Mayne, 'Paddy' per gli intimi, nasce l'11 gennaio 1915 a Mount Pleasant (Irlanda del Nord) e prende il nome del cugino di sua madre, che morirà cinque mesi dopo nelle Fiandre al comando del 5° Btg. "The Borderer Regiment" e venendo decorato con la D.S.O.
La famiglia di Mayne era numerosa, composta da tre fratelli e tre sorelle, alle quali era molto legato, come pure alla madre che venerava, malgrado il suo carattere misogino. Il giovane Mayne inizia gli studi alla Regent House School di Newtownards proseguendoli poi alla Queen 's University di Belfast.
A 21 anni è campione di boxe dei pesi massimi dell'Università e durante una festa dove tutti sono in abito di società, scompare e torna con il vestito tutto strappato e sporco di fango ma con un cervo reale sulle spalle.
Durante un'altra festa Mayne, gigante dai capelli rossi, giocatore nella nazionale di rugby dell'Irlanda del Nord, getta fuori dalla finestra del Swansea Hotel un giocatore avversario dopo una partita, fortunatamente dal piano terreno e senza arrecargli alcun danno.
Scoppia la guerra ed entra in un reggimento d'artiglieria contraerea; il 4 aprile 1940 passa su domanda ad un reparto combattente, il "Royal Ulster Rifles"; tra i primi ad entrare nei Commandos, viene destinato all 11° Army Commando, detto anche "Scottish Commando".
Si racconta che una volta rimase in caserma alla festa di Capodanno, quando un collega rientrò in anticipo, dovendo entrare in servizio al mattino, ma quindi questi a sua richiesta si rifiutò di porgergli la caraffa d'acqua, dapprima lo malmenò e mentre il malcapitato riusciva a fuggire gli scaricò addosso tutti i colpi della rivoltella d'ordinanza.
L'indomani mattina alle otto Mayne viene trovato in camerata, seduto tranquillamente sulla branda, intento a mangiare un cosciotto d'agnello contornato da una immensa bistecca, da due grosse pagnotte e 36 bottiglie di Cherry-brandy.
Prima di entrare nel S.A.S. aveva partecipato nei ranghi del "Layforce" all'azione in Siria sul fiume Litani, dove Moshe Dayan, futuro capo dell'esercito israeliano, aveva perso un occhio.
Raccontano che una sera mentre giocava a scacchi litigò col il Magg.Geoffrey Keyes, reo di averlo escluso dal programmato raid a Beda Littoria (Libia), azione preparata per catturare o uccidere Rommel.
In questa azione Keyes trovò la morte e la "Victoria Cross" alla memoria.
Mayne combatté in Nord Africa e tra le sue imprese risalta una azione su un aeroporto italiano, dove essendo rimasto senza bombe incendiarie distrusse con le sole mani il cruscotto di un caccia. Sbarcò poi a Capo Murro di Porco in Sicilia e successivamente combattendo nella sanguinosa battaglia di Termoli.
Nei primi mesi del 1944 tutti gli uomini del S.A.S rientrarono in patria per ristrutturare i reparti e prepararsi per l'invasione del Nord Europa; Mayne ed i suoi uomini finirono la guerra in Norvegia con la resa delle truppe tedesche di quel settore.
Tornato alla vita civile, completò gli studi di legge e si impiegò in uno studio notarile, ma le scartoffie lo deprimevano, e quindi cercò di avviare un allevamento di galline ma fu disastroso; si dedicò alla coltivazione di daffodil (narcisi gialli), ma fu un altro fallimento.
Il 14 dicembre 1955 partecipò ad una riunione della Loggia Massonica della sua zona, un luogo rigorosamente per astemi per cui dopo la riunione, insieme ad un amico, si recò al pub a bere ed a giocare a freccette.
Più tardi, recatosi a casa dell'amico trangugiò numerose altre birre, fino alle quattro del mattino; alla fine prese la sua potente Riley per rientrare a casa e dopo cinque minuti si schiantò sotto un autocarro fermo.
Finiva così, in una fredda ed uggiosa mattina d'inverno, la vita di un uomo tra i più decorati del Regno Unito: quattro D.S.O., Africa Star, Italy Star, France & Germany Star, Defence Medal, War Medal & Oak Leaf, Legion d'Honneur and Croix de Guerre avec Palme.
Da Laycock e da Stirling, suoi primi comandanti, era stato proposto più volte per la "Victoria Cross", che non gli verrà tuttavia conferita, pare per il suo comportamento troppo turbolento e indisciplinato.

01
In piedi da sinistra a destra, tre uomini del L.R.D.G. (Long Range Desert Group),
Alan H.C. Nutt, F.R. Brown e I.G. Mc Culloch 'Snowy', seduti: il Sergente Edward John Almonds 'Gentleman Jim ' ed il Caporale Robert Lilley; quest'ultimi due del S.A.S. indossano il basco (beret) bianco,deriso e contestato dalle truppe neozelandesi e australiane

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Bustina (forage cap) con il fregio del S.A.S. appartenuta a Paddy O 'Dowd - 1942

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La "Winged Dagger", la famosa spada "Excalibur" di Re Artù, disegnata dal Serg. Bob Tait...

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...e preparata in Egitto in diversi modelli

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Le "Ali Egiziane" preparate in Egitto nel 1942 e precedentemente disegnate dal Ten. John Steel Lewes 'Jock'

06
I Sergenti Johnny Cooper e Reginald Seekings con il basco bianco in licenza al Cairo dicembre 1941

08
Paddy Mayne che indossa il berretto con il fregio del S.A.S., inizio 1942 nel deserto libico

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Aeroporto di Stavanger (Norvegia) maggio 1945, da sinistra a destra: Magg. Pat Hart, Ten. Col. Paddy Mayne, che indossa il sua basco color sabbia, ed il Magg. Roy Farran, i due Maggiori portano il regolamentare basco rosso

11
David Stirling e Jock Lewes, deserto egiziano 1941, preparano futuri raids

12
Jock Lewes con il polso sinistro fratturato mentre saltava, per addestramento, da un autocarro in corsa alla velocità di 30 miglia (pari a circa 48 km/ora)

13
Serie di distintivi da spalla dei S.A.S., Nord Europa 1944 - 1945